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Collegio Infermieri Professionali della Provincia di Bologna
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IL COLLEGIO
PROFESSIONE INFERMIERE
LA RIVISTA


REGIMI CONTABILI

I Regimi contabili previsti per i professionisti sono numerosi e rischiano di creare confusione ed errori per i non addetti.  Di seguito vi elenchiamo i principali regimi con il consiglio di farvi aiutare dal vostro consulente di fiducia.

Regime ordinario.
• Tale regime è applicabile da tutti i professionisti, senza particolari condizioni, ma solo su opzione da comunicare all’Ufficio delle Entrate competente.
• I registri obbligatori sono i registri delle fatture emesse e degli  acquisti, un registro cronologico su cui vanno riportati tutti gli incassi, i pagamenti e i movimenti di cassa e banca e il registro dei beni ammortizzabili.

Il reddito sul quale si calcolano le imposte è determinato dalla differenza tra gli incassi e i pagamenti dell’anno di riferimento e ad esso vengono applicate le aliquote ordinarie IRPEF.

Regime semplificato.

• E’ il regime naturale dei professionisti. Vi possono accedere pertanto tutti i professionisti senza condizioni particolari.
• In tale regime i registri obbligatori da compilare sono il registro fatture emesse e il registro acquisti, dove vanno registrate le relative fatture, e il registro degli incassi e pagamenti dove vanno registrate le entrate e le uscite.
• Il reddito sul quale si calcolano le imposte è determinato dalla differenza tra gli incassi e i pagamenti dell’anno di riferimento e ad esso vengono applicate le aliquote ordinarie IRPEF.

Il nuovo regime dei minimi

Potranno fruire del nuovo regime le persone fisiche che intraprendono un'attività d'impresa, arte o professione dal 2008.
Il nuovo regime prevede:
• Imposta sostitutiva del 5%
• Esonero dalla ritenuta
• Esonero dall’obbligo di contabilità
• Esonero dall’applicazione e dagli adempimenti IVA, IRAP e Studi di Settore.

Tale regime, permanendone le condizioni, può essere utilizzato per i primi 5 anni o anche oltre, fino al compimento del 35° anno di età.

Per poter usufruire del nuovo regime dei minimi del 2012, è inoltre necessario, l’anno precedente, aver posseduto i seguenti requisiti:

1) non devono avere effettuato cessioni all’esportazione, ovvero operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino, trattati ed accordi internazionali;
2) non devono avere sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori, anche assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, o fase di esso, nonché spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore stesso o dai suoi familiari, ad eccezione dei compensi corrisposti ai collaboratori dell’impresa familiare;
3) non devono avere erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro;
4) non devono avere acquistato, anche mediante contratti di appalto e di locazione, nei tre anni precedenti a quello di entrata nel regime, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15mila euro; il valore dei beni strumentali è costituito dall’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni di acquisto effettuate anche da privati; per i beni strumentali solo in parte usati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo rileva un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi.
5) I ricavi o compensi realizzati non devono essere superiori a 30.000 euro ragguagliati ad anno.
6) L’attività non deve costituire mero proseguimento di altra attività precedentemente esercitata  ( utilizzo degli stessi beni, luoghi e clienti).
7) Non devono avere esercitato negli ultimi 3 anni attività di impresa o autonoma anche in forma associata o come familiare.

Chi ha scelto tale regime deve indicare in fattura la scelta fatta (Operazione soggetta al regime di cui all’art. 100 L. 244/2007 come modificato dall’art..27 c. 1 e 2 del D.L. 98/2011) e pertanto  non deve applicare né Iva né ritenuta d’acconto.


Regime super semplificato
Chi, pur sussistendo i primi 5 requisiti sopra elencati, non potrà aderire a tale regime in quanto mancano gli altri previsti, avrà un regime semplificato naturale (senza opzione).

Le agevolazioni saranno le seguenti:

• Esonero scritture
• Esonero liquidazioni e versamenti periodici IVA. Si paga annualmente.
• Esonero Irap
• Si applicano le regole del TU IIDD
• Si applicano gli studi di settore

Tale regime parte naturalmente dall’anno successivo al periodo in cui si superano i requisiti.


Regime Nuove attività.
• Possono richiedere l’applicazione di tale regime coloro che:
1) negli ultimi tre anni non abbiano svolto attività in forma autonoma;
2) Iniziano un’ attività che non costituisca mera prosecuzione di una precedente, anche se svolta come lavoro subordinato;
3) Nell’arco di un anno fatturano  compensi per un ammontare non  superiore a 30.987,00 euro.

Anche in questo caso nel momento di compilazione del modulo di apertura di partita Iva occorre fare specifica richiesta all’Ufficio delle Entrate di competenza.


Le agevolazioni saranno le seguenti:
• Esonero scritture;
• Esonero liquidazioni e versamenti periodici IVA. Si paga annualmente.
• Imposta sostitutiva Irpef del 10%;
• Esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto;
• Il reddito sul quale si calcolano le imposte è determinato dalla differenza tra gli incassi e i pagamenti dell’anno di riferimento.
Chi ha scelto tale regime deve indicare in fattura la scelta fatta (Regime nuove iniziative ex art.13 L. 388/2000) e non applicare la ritenuta d’acconto.


REGISTRI E ADEMPIMENTI CONTABILI

I registri contabili devono essere intestati e numerati prima dell’uso, devono essere compilati in ordine cronologico e con cancellature tali da poter  vedere ciò che si è voluto correggere.
Nei registri I.V.A. vanno riportati i dati delle fatture emesse e ricevute e nel registro cronologico e degli incassi e pagamenti, tutti gli incassi e pagamenti sostenuti nell’esercizio dell’attività.
L’infermiere professionale ha diritto di dedurre dai propri compensi tutti i costi documentati e inerenti alla propria attività. Riportiamo di seguito un elenco delle spese deducibili più comuni.

Scarica l'elenco delle spese deducibili più comuni.

Fatturazione.
L’infermiere deve emettere una fattura per ogni prestazione effettuata.

Ogni fattura emessa in duplice copia deve essere datata e numerata progressivamente e deve contenere:
• nome e cognome o ragione sociale e residenza dei soggetti tra i quali è effettuata l’operazione (è consigliabile, ma non obbligatorio, indicare il codice fiscale e l’eventuale partita iva del cliente);
• partita I.V.A. e codice fiscale del professionista che emette la fattura;
• descrizione della prestazione sanitaria;
• compenso;
• una marca da 1,81 euro quando il compenso supera 77,47 euro. La marca va applicata quando l’operazione è esente da I.V.A. Si ricorda che sono esenti da iva le prestazioni sanitarie di cura e riabilitazione di competenza rese alla persona e tale titolo di esenzione deve essere indicato in fattura apponendo la nota “Operazione esente ex art. 10 DPR 633\72”. Nel caso si rientri in uno dei regimi semplificati si ricorda di indicare le annotazioni relative. Il contributo integrativo da versare ad ENPAPI è attualmente del 2% se la prestazione è fatta nei confronti di una pubblica amministrazione e del 4% in tutti gli altri casi;
• la ritenuta d’acconto del 20%, (da non applicare se si fattura a privati o se si usufruisca dei regimi semplificati che prevedono l’esonero della stessa ),che dovrà essere trattenuta dal cliente e che dovrà essere calcolata sull’importo della prestazione al netto del contributo integrativo (2 o 4 % a seconda del committente).

La fattura deve essere emessa al momento dell’incasso della stessa.

Esempi di fattura

TRACCIABILITA’ DEI PAGAMENTI

L’articolo 2, comma 4 del Dl 138/2011 ha abbassato a 1.000 euro la soglia sotto la quale è possibile, senza particolari limitazioni, trasferire contante, emettere assegni “trasferibili” e detenere libretti al portatore. Nel caso si “sfori”, scattano elevate sanzioni.
Lo scopo della disposizione è rendere più tracciabili e trasparenti i flussi di pagamento che avvengono tra privati, tra soggetti economici e tra privati e soggetti economici, senza l’intervento di intermediari finanziari.
 

 

SPESOMETRO

L’art. 21 del D.L. n. 78/2010 (Manovra d’estate 2010) ha introdotto l’obbligo di comunicazione all’Amministrazione Finanziaria delle operazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore a euro 3.000 se soggette a fatturazione o superiore a 3.600 se non soggette a fatturazione.
Il nuovo obbligo riguarda: tutti i soggetti passivi IVA (imprese, commercianti, negozianti e lavoratori autonomi).
Il nuovo obbligo è relativo alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA e va effettuata per tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA relativamente alle cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute documentate. L’adempimento, si estende non solo alle operazioni imponibili, ma anche a quelle non imponibili ed esenti e riguarda anche le operazioni poste in essere nei confronti di soggetti “privati”, pertanto sia le operazioni per le quali sussiste l’obbligo di fatturazione, che per quelli per cui detto obbligo non sussiste e devono essere tracciate tramite scontrino fiscale o ricevuta fiscale.

 

SOSPENSIONE DALL’ALBO

Il D.L. n. 138/2011 convertito nella legge n. 148/2011 pubblicato sulla G.U. del 16 settembre, introduce la sospensione dall’albo per il professionista che non emette fattura.
Il provvedimento di sospensione è comminato dalla Direzione dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio in relazione al domicilio fiscale del contribuente ed è  immediatamente esecutivo.
Dopo aver comminato la sospensione, l’Agenzia delle Entrate comunica all’Ordine di appartenenza o al soggetto competente alla tenuta dell’Albo il nominativo dell’iscritto oggetto di sospensione, affinché ne sia data pubblicazione sul sito internet.